Cani e bambini: così diversi, così uguali

Le mie ragazze…

Fea e Doris sono i miei cani, due femmine di bovaro del bernese. Cani meravigliosi, docili, affettuosi, insomma peluche taglia XXXL.

Da quando sono diventata mamma di queste due meraviglie cerco di rimanere il più possibile con loro e ogni momento della giornata può trasformarsi in occasione per una passeggiata insieme.

Come andare tutte a prendere Marco, mio figlio e loro idolo, all’uscita della scuola.

E affrontare millemila bambini e adulti che vogliono accarezzare le ragazze!

E le ragazze che mi guardano imploranti e speranzose che tutto finisca in fretta.

Proprio durante una di queste “ passeggiate”, ho capito che accarezzare un cane soffice e morbido sia un piacere per chiunque, ma lo è sempre per il cane?

I miei cani accettano tutto senza ribellarsi soprattutto se la controparte è un bambino, ma tutti i cani sono cosi “complianti”(accondiscendenti)? Forse capire e conoscere la comunicazione del cane potrebbe essere vantaggioso per entrambi gli attori: per evitare spiacevoli episodi con cani sconosciuti e per instaurare “la relazione” con la R maiuscola con il mio cane se ne possiedo uno.

Troppe volte ho parlato con persone che si ritenevano esperte di cani solo perché ne avevano sempre avuti! Ma questo non vuole dire nulla! Per citare un esperto cinofilo, il professor Roberto Marchesini:"Anch’io ho sempre guardato le stelle ma non per questo ho elaborato il modello copernicano". Le persone che si avvicinano a un cane, la maggior parte, commettono una serie di “maleducazioni” dal punto di vista canino: fissare un cane negli occhi è segno di sfida, accarezzarlo sulla testa è una dichiarazione di forza, abbracciarlo anche.

Sempre chiedere al proprietario il permesso e guardare la postura del cane prima di avvicinarsi: anche un cane prova emozioni e stati d’animo e quel giorno può essere di cattivo umore oppure non stare bene.

Non esiste IL cane. Esiste QUEL cane, in QUELLA situazione, in QUEL contesto, in QUEL giorno, in QUEL momento.

E a chi parlare di questo per ottenere il massimo risultato? Ma ai bambini! Allora pronti via, dopo le dovute autorizzazioni, io e le ragazze siamo in classe.

                                   

Momenti emozionanti, di grande partecipazione: preparare quaranta bambini all’ingresso dei cani, mostrare loro il giusto approccio, parlare del metodo educativo appropriato, rispondere alle loro domande mentre le ragazze esploravano l’ambiente, si facevano le coccole a vicenda e poi, completamente a loro agio, si addormentavano beate.

I bambini rappresentano sempre una risorsa ed è veramente gratificante vedere fuori da scuola come il loro approccio nei confronti delle mie ragazze e dei cani in generale sia cambiato.

Rimarrà sempre nel mio cuore una bellissima bambina di seconda elementare, terrorizzata dai cani tanto da chiedere alla mamma di restare a casa il giorno del mio intervento. Dopo qualche tempo di coabitazione in classe con i cani la piccolina non ha più retto: crisi di panico avvinghiata alla maestra con pianto isterico. Per farvela breve: alla fine del percorso questa bimba ha voluto accarezzare Fea e Doris e offrire loro un bocconcino. Momento da fare accapponare la pelle!!

Questo perché? Non perché i miei cani sono speciali (un po’ forse si) o perché io sia una maga della comunicazione ma perché ho spiegato e mostrato che anche un cane ha paura di loro! Quando in gruppo urlanti si avvicinano correndo, quando lo stringono forte per abbracciarlo o quando lo infastidiscono nel momento del riposo.

Il cane comunica con noi in modo chiaro, siamo noi che non capiamo quello che ci sta dicendo finchè frustato da tanta incomprensione, smette di comunicare con noi….Certo se il cane fa parte della nostra famiglia, possiamo permetterci libertà maggiori; lui ci ama incondizionatamente e sa benissimo che noi proprio tutto tutto non possiamo capire.

Gabriella

Chi sono: una mamma di tre meraviglie, uno bipede e due quadrupedi.

Da quando le ragazze sono arrivate nella mia famiglia ho subito sentito il desiderio di capirle e farmi capire.

Mi sono formata con corsi, seminari e tanta osservazione pratica guidata da una tutor eccezionale presso un centro di Milano che propone un’educazione attraverso il metodo cognitivo zooantropologico. Metodo che condivido completamente. Così ho pensato di condividere le mie esperienze dapprima con i compagni di classe di mio figlio e poi….le richieste aumentano.

 

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Tags: racconti,, amici a quattro zampe,

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