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Bologna Children's Book Fair. Se hai un sogno nel cassetto ci devi assolutamente andare.

 

Siiiii ce l’ho fatta!!!!! Finalmente qui alla emozionante Bologna Children's Book Fair.

 

Oggi ho avuto la conferma che il momento giusto, quello in cui tutto magnificamente prende ordine e senso, esiste veramente. E’ da anni che ci voglio maledettamente andare, ma le priorità erano altre.

Oggi invece mi godo al meglio questa pazzesca giornata vissuta intensamente con altre quattro meravigliose mamme-donne.

Siamo partite, ognuna con il proprio piccolo progetto, con il proprio piccolo mondo, con la curiosità e gli occhi luccicanti di quella parte bambina, che non ha mai smesso di sognare.

Prima volta, primo accesso da blogger per raccontare questa esperienza, nessuna aspettativa, nessun materiale da far visionare, nessun biglietto da attaccare al muro dei sogni.

Sono qui per me, per il mio blog, per i miei progetti, per raccontarvi il mio punto di vista.

 

Ho deciso che questa prima volta, doveva essere così. Ho deciso che entravo con occhi curiosi, orecchie tese, mani per sfogliare, gambe per muovermi, i cinque sensi attivi per accogliere tutte le suggestioni che mi avrebbero colpita, così, senza ansia da prestazione. Ho girato la fiera in lungo e in largo ho visto migliaia di libri, illustrazioni emozionanti a tal punto che starei stata ore a guardarle, altre che ti lasciano decisamente perplessa, altre ancora che dici “e vabbè dai, quello sono capace anche io di farlo!”. Poi però ti guardi intorno e fai una piccola e veloce considerazione: questa illustrazione per quanto semplice possa essere, è appesa qui, alla fiera internazionale più importante in assoluto di questo settore e io sono una semplice spettatrice.

Quindi no, forse quell’illustrazione non potrei farla io. Ve ne metto alcune di seguito.

    

 

La differenza tra chi è capace di saper narrare con l’immagine e chi fa un disegno è abissale.

La scelta di saper “costruire un’immagine”, mettere un albero con degli uccellini proprio lì e non altrove, indicare solo le orme della signora con il pacchetto , forse perché l’illustratore ci sta dicendo che dobbiamo seguire lei con lo sguardo e vedere dove va. O ancora raccontare una storia usando un personaggio con un corpo enorme appena accennato da un’acquarello che tiene appoggiato sul suo corpo, un omino piccolo piccolo uomo, forse lo vuole proteggere?

Quando guardiamo un’illustrazione,  istintivamente riceviamo una serie di informazioni che diamo quasi per scontate perché è naturale che sia così. La fluidità della narrazione ci è già chiara perché esiste armonia tra ciò che ci viene raccontato con le parole e quello che l’immagine ci sta dicendo.

Il mondo dell’illustrazione qui la respiri a pieni polmoni, ad ogni stand ti giri e vedi file di giovani e meno giovani che attendono il loro turno per far visionare il proprio lavoro.

Li guardo, li osservo tra l’ammirazione e la paura. La paura, il batticuore di essere lì, anche io, forse un giorno con le mie tavole, con le mie favole, con il mio Super-io di non essere mai all’altezza.

Riprendo il cammino e arrivo nel padiglione della Corea. Mi incanto davanti ad un libro di cui non capisco un fico secco ma le immagini sono sufficienti per farmi sciogliere. Una poesia allo stato puro. Lo sfoglio mille volte, analizzo ogni dettaglio, la tecnica con cui sono state composte le immagini, un mix tra fotografia, disegno, set fotografico, photoshop. Lo vorrei comprare ma non è possibile mannaggialamiseria. Chissà se mai lo troverò in internet!

Per il momento godetevi il video!

Ma guardate che meraviglia anche i caratteri della scrittura coreana, sono stupendi! Chissà cosa diavolo c'è scritto! 

{youtube}https://www.youtube.com/watch?v=Kgs0tRVj35k{/youtube}

Cammino cammino e osservo, incrocio espositori di ogni parte del mondo. Chiara e lampante si riconferma l’idea che conoscere tante culture diverse ti apre la mente, ti mette in contatto con stili narrativi completamente diversi tra di loro e allora ti dici che tutto si può fare.

La fiera ti può stordire ti può far sentire una formica in mezzo ad un prato enorme. Cammini e ti trovi su di uno spartiacque. Solo a me sta decidere da che parte voglio andare. Il senso di inadeguatezza a tratti è avvolgente, ti fa mancare l’aria, centinaia, migliaia di illustratori bravissimi, scrittori appassionanti e tu…. ti senti un puntino piccolo piccolo.

Ma poi le immagini scorrono, sfogli libri, e ti dici: ”Ma che cavolo anche io ho delle cose da dire. Non sarò ai livelli tecnici di una Rebecca Dautremer ma nel mio piccolo qualche cosa so fare, ho delle storie da raccontare!”.

Studio, mi informo, sperimento, mi metto alla prova, scrivo, osservo, traduco. Allora forse il barbatrucco è quello del punto di vista: “dove decido di mettermi a guardare la scena?”.

Ecco questo esempio calza a pennello con quanto scoperto nel corso con Anna Castagnoli: “Dove vuoi fermare l’azione? Dove si mette il lettore ad osservare la scena? Decidi che il personaggio è piccolo piccolo in un angolo del foglio oppure cambi prospettiva e lo metti un po’ più su quasi verso il centro del foglio? ”.

Vi invito a sentire questa brevissima intervista fatta a tre illustratori-autori: Anna Castagnoli, Paul Zelinsky e Sergio Ruzzler.

{youtube}https://www.youtube.com/watch?v=H0v5z8XOTtI&index=3&list=PLDFFCB44487E15805&nohtml5=False{/youtube}

Cosa dicono in sostanza: divertirsi, ritrovare la propria parte infantile e giocosa, ma con la conoscenza, l’esperienza e il rispetto che l’adulto deve avere nei confronti del mondo dei bambini.

E allora, a me sembra di averle queste qualità. Non voglio sembrarvi saccente, ma a volte ci sono libri che non sanno di nulla perché chi li ha scritto o illustrati, forse, era troppo lontano emotivamente.

A me non interessa vivere di illustrazioni, a me quello che interessa è saper scrivere ed illustrare le mie storie.

Per cui perché no, perché non continuare a provarci?

Quando si vivono esperienze così intense come questa fiera o i corsi di illustrazione che ho fatto pensi: ”cavoli non voglio fare altro nella vita!”. Poi però torni alla quotidianità e tutto si allontana velocemente.

Però il caso a volte ti rimette sulla giusta strada.

Stavo per uscire, stavo andando via, la fiera stava per chiudere, ero sotto questo cartello, avevo deciso che non l’avrei contattato per timidezza, e invece eccolo che passa, è lui il professor Livio Sossi.

Recentemente ha inserito il mio libro "Nel buio c’è..." nella nuova edizione di Cieli Bambini da lui curata.

Tra l’emozionato, il riconoscente, lo stupore lo chiamo, lo inseguo lo saluto. Appena mi giro inizio a piangere, neanche se avessi incontrato Simon Le Bon quando avevo 13 anni avrei avuto una reazione così spropositata.

Incontrare finalmente chi conosci solo sui social e che ha apprezzato un mio lavoro, beh ragazzi, una grande gioia!

Ma non finisce mica qui, la giornata mi riserva ancora qualche sorpresa.

Giro nel centro di Bologna, non posso certo rinunciare ad una piccola visita alla storica Libreria per Ragazzi.

C’è un certo fermento, c’è la presentazione di un libro. Sono presenti alcuni esponenti del padiglione della Germania, quest’anno paese ospite della fiera. Prende la parola niente popò di meno che Jutta Bauer, la mitica scrittrice e illustratrice di Urlo di mamma.

No beh, io non ho parole, avevamo parlato di lei in macchina mentre stavamo andando verso Bologna. Il suo libro ha fatto da humus e terreno fertile sul quale ho imbastito la mia nuova favola.

Si libera un posto in sala, mi siedo e chi trovo? Lodovica Cima scrittrice - editor che avevo cercato poco tempo fa in internet. Avevo visto più volte una sua intervista, guardata due o tre volte perché mi piaceva quello diceva, mi piaceva lei.

La guardo, mi presento, ho gli occhi lucidi come i bambini a Natale quando scoprono i regali.

E’ stata una giornata ricca di emozioni di sorprese, di incontri inaspettati.

Voglio credere, voglio pensare che tutto quello che è successo in questa giornata abbia un senso. Forse vale la pena di continuare a scrivere le mie favole, forse vale la pena di continuare a sperimentarmi nel disegno, forse non devo mollare la presa sul mio piccolo grande sogno.

     

Tags: storie,, racconti,, illustrazioni,, alboillustrato,, youtube,, annacastagnoli, bolognachildrensbookfair

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Commenti   

+1 #1 Arianna 2016-04-09 23:38
il prossimo anno andrò anche io!
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