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Blogger, giornalisti e artisti a confronto. Wired Next Fest Milano

Si è svolto a Milano l’WIRED next Fest organizzato dalla rivista WIRED Italia arrivato già alla sua quarta edizione.

 

Il tema è quello dell’innovazione in vari ambiti della nostra vita, quello dell’economia, della scienza, nella politica, nell’intrattenimento e nella cultura.

Si replicherà a Firenze il 17 e il 18 settembre.

Sono andata a farci un giro per curiosità personale e per potervi raccontare qualche cosa di bello. Mio marito è abbonato alla rivista, devo dire che non sono una gran fanatica della tecnologia, ma questa è una rivista che trovo particolarmente interessante.

Mi piace molto curiosare in ambiti che non conosco, qualche idea nuova viene sempre fuori.

Il primo intervento che seguo con grande interessante è con Leo Ortolani il creatore del famoso fumetto Rat-Man. La platea straripante di ragazzi giovani, fan di Leo o aspiranti fumettisti, nessuna sedia libera, io che non metto mai i tacchi, già sdoloro restando in piedi ferma immobile per non intralciare la telecamera. Dopo un tweet di lamentela da dolor di piedi, in 3 si alzano contemporaneamente. Azz... sto diventando potente…. mmm no mi sa che si tratta piuttosto di una coincidenza, vabbè fatto sta che mi siedo e mi godo l’incontro.

Io 43 enne i mezzo ai ragazzi gggiovani mi sento molto vicina a quello che racconta Leo. Nelle sue storie, in un modo o nell’altro, entra la sua vita anche quella famigliare e delle sue figlie. Il suo lavoro di scrittore comporta una parte in cui anche lui è diventato un personaggio quindi incontri con il pubblico, presentazioni …, ma per scrivere le sue storie deve scendere in fondo al pozzo lentamente:

                                       “Non ti ci buoi buttare ci deve essere una lenta immersione”.

Credo che questo fa parte dell’essere “artisti” cioè di aver la capacità di stare nel buio, nel silenzio, in contatto con le proprie emozioni, scrivere, aggiustare il trio far risuonare le corde dell’anima, lasciarsi suggestionare dalle immagini e dalla storia che stai creando, il tempo lento: “Se io mi emoziono allora sono sulla giusta strada” dice Leo.

Istintivamente mi sarebbe piaciuto sedermi lì vicino a lui e parlare come due vecchi amici, io troppo lontana dai giovani della platea ma molto più vicina al mondo che lui racconta.

Narrare favole, illustrarle, stare in silenzio è un mondo che sento mio, nel quale ritrovo parte del mio percorso di crescita e di ricerca (vedi La famiglia Brugaletti).

In questo articolo ho forse ancora modo di riprendere il discorso, ne avevo già parlato nell’articolo: Da mamma blogger a donna blogger, sul mondo dei blogger e delle mamme blogger.

Però prima di tirare le somme vi racconto ancora due cose che ho sentito dalla viva voce di Ferruccio De Bortoli (giornalista, direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 ore. Oggi dirige la casa editrice Longanesi).

Un giornale di altissimo livello come il New York Times indossa una bellissima veste molto accattivante per attirare pubblico dove la forma sta prendendo il sopravvento, articoli sponsorizzati si insinuano tra le sue pagine.

Sempre di più molte testate giornalistiche si piegano a questa logica economica, il giornale regge grazie agli introiti, degli inserzionisti. La questione è sempre quella di tenere alto il livello dei contenuti. Ci sono molti inserzionisti seri che si pubblicizzano in modo intelligente su testate serie.

La questione gira sempre intorno alla qualità dell’informazione.

Ferruccio De Bortoli dice che ancora oggi nel mondo del giornalismo conta molto chi firma l’articolo, la sua credibilità, l’onestà e l’accuratezza con cui quel giornalista da informazioni ai suoi lettori. 

Un tempo il giornalista però stava in cima alla scala e il lettore sotto di parecchi gradini, se volevi un’informazione la dovevi aspettare dal giornale e se volevi risposte non ti arrivavano. Oggi il lettore ha in mano un potere enorme.

Fedele Usai, di Condè Nast dice che con l’avvento massiccio dei social media c’è stato uno tsunami tecnologico, tutti sono diventati editori,

                                                            siamo editori tra gli editori.

Il contenitore si è allargato talmente tanto che tutti hanno spazio di azione.

ATTENZIONE però il livello del contenuto si è abbassato notevolmente anche noi prosegue Fedele, la credibilità e l’attenzione ce la dobbiamo guadagnare ogni giorno.

Da un lato la lentezza dell’artista racconatata da Leo e che ritrovo nelle parole di Vinicio Capossela:

                          ”Il lavoro di scrivere musica è di andare negli armadi che sono anche i luoghi oscuri della natura”

qui potete ascoltare il podcast dell’intervista di Fabio Volo.  

Dall’altro la velocità con cui avanza la tecnologia e la fruibilità alla portata di tutti.

E i blogger? Le mamme blogger? Dove stanno? Dove stiamo?

Io credo nella qualità dell’informazione, credo nella lentezza e nell’introspezione. Credo che per essere originali ci si debba fermare un momento e stare in fondo al pozzo o chiuso nell’armadio come Vinicio e Leo.

Credo che i post sponsorizzati abbiano diritto di esistere in un blog (tutti dobbiamo magnà e pagare le tasse) ma credo che si debbano alternare ad articoli originali ed interessanti che abbiano anche il sapore della nostra storia, di chi siamo e di chi eravamo prima, di fare le mamme. Credo che con intelligenza ci si possa avvicinare a qualunque nuova folle applicazione o possibilità che ci da la rete, una su tutte la diretta facebook, ma  prima fermiamoci un momento a pensare: “dove vogliamo arrivare?”.

E’ un po’ come la differenza tra lo slow food e il fast food. Assaggiare con calma il cibo, gustarselo in ogni suo sapore conoscere da dove arrivano gli ingredienti e assaporare con lentezza, oppure un boccone mordi e fuggi?

Riflessioni che quotidianamente si rincorrono nella mia testa alla ricerca del mio stile personale.

Poi arrivano improvvise telefonate che ti danno piccoli indizi per capire meglio e aprire una nuova riflessione:

la lentezza e la profondità di chi scrive può incrociarsi con la velocità e immediatezza di chi legge?

La riflessione continua...

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Tags: blog,, mammacheblog, eventi, artisti

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Commenti   

0 #2 Arianna 2016-06-01 18:59
Grazie Luisa, è una riflessione che non avevo mai fatto. Mi è scaturita dopo la telefonata con te ;-) Effettivamente lo diceva anche De Bortoli nel suo intervento. Molti giornali con le loro notizie arrivano a più persone perchè differenziano la comunicazione a seconda della piattaforma che usano
A presto :-)
Citazione
+1 #1 Luisa 2016-05-30 19:05
ciao Arianna,
sì, secondo me
"la lentezza e la profondità di chi scrive può incrociarsi con la velocità e immediatezza di chi legge"
se si usano i canali giusti per far arrivare ai lettori ciò che si scrive.
A presto!
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