Mostra Escher a Milano... a prova di bambino!

di Mara Timpano

Maurits Cornelis Escher (1898-1972), la razionalità che si piega alla fantasia, la formula matematica che diventa arte.

Finalmente ci incontriamo a Palazzo Reale a Milano, un incontro di classe, la giusta cornice per poter ammirare le sue elegantissime opere.

Neanche il tempo di presentarsi e dal filmato di introduzione, che include anche alcune sue interviste, si viene a sapere che il buon Maurits era considerato un alunno poco dotato, insomma come dire che c’è speranza per tutti!

La visita segue un percorso a grandi linee cronologico e suddiviso in 6 sezioni.

L’audioguida, inclusa nel biglietto, racconta con puntualità e competenza molte delle opere esposte, aggiungendo sapientemente spunti biografici, che permettono di conoscerlo meglio all’interno nel suo mondo con le persone a lui care, rendendolo quasi uno di famiglia.

Prima sezione - La formazione: l’Italia e l’ispirazione Art Noveau

Dopo le prime opere giovanili, deliziose miniature ed ex-libris, si parte per il Centro-Sud Italia dove Escher viaggiò, mise su famiglia e visse per parecchi anni a Roma.

Dimenticate il classico Grand Tour dei giovani-bene europei, perché bisogna mettere lo zaino in spalla e arrampicarsi su tortuosi sentieri che portano a piccoli e sconosciuti paesi del Meridione, i paesaggi quasi irreali di di Pentedattilo, Scilla, Atrani, influenzeranno non poco i suoi lavori futuri.

Seconda sezione - Dall’Alhambra alla tassellatura

Ma l’avventura più affascinante, quella più famosa, comincia ora: pattern e geometrie che si trasformano in disegni, quadrati che diventano animali, pieni che diventano vuoti (Giorno e notte - 1938), cavalieri, ramarri e farfalle che si incastrano tra loro e si moltiplicano all’infinito identici e mai uguali.

aiuto! Un quadro che si muove!

Terza sezione - Superfici riflettenti e struttura dello spazio 

E poi le celeberrime geometrie impossibili: cascate infinite che salgono e scendono, porte e scale che si portano in tutte le direzioni e si aprono su mondi infiniti (Relatività o Casa di scale - 1953), colonne che si intrecciano e mai si incontrano (Belvedere - 1958).

Quarta sezione - Metamorfosi

Al culmine della mostra arriva la celeberrima “Metamorfosi” (1940), quasi 4 metri di meraviglia che si trasforma e ritrasforma, con l’inizio che ricomincia dalla fine in un infinito loop.

Quinta sezione - Paradossi geometrici: dal foglio allo spazio

Non è solo la creatività a rendere Escher un artista geniale e completo. La maggior parte dei suoi lavori sono infatti xylografie e litografie, realizzate con una maestria tale da farle sembrare quadri dipinti, disegni a matita o lavori di computergrafica.

C’è tutta la sua passione per metalli e cristalli di cui scoprì e rappresentò le leggi di organizzazione molecolare nello spazio.

Utilizzando la tecnica dell’ “immagine nell’immagine” (il cosiddetto “effetto Droste”), riuscì in una sua opera perfino a intuire, ma non a completare, un teorema matematico dimostrato decenni più tardi. In quale quadro? Lascio a voi il piacere della scoperta.

 questo è un disegno (photoshoppari mi fate un baffo!)

Sesta sezione - Economia escheriana ed #EschermaniaS

E per concludere un omaggio con le opere, copertine di dischi, poster, magliette, film, francobolli, biglietti d’auguri, ex-libris da parte di artisti, celebri e meno celebri, influenzati da un artista che è ormai entrato di diritto nell’immaginario collettivo.

                       –breve esemplificazione dell’effetto Droste: il selfie del selfie del selfie del selfie…. Ed è subito #eschermania

Una mostra a misura di bambino… e per chi vuole ritornare a esserlo!

Esiste un percorso studiato e segnalato per i più piccoli (e anche visite guidate su prenotazione), che sicuramente hanno modo di divertirsi, perché ce n’è per tutti i gusti: natura, storia, matematica, fisica, scienze, ognuno si ritroverà e ritroverà le sue passioni.

La mostra è assolutamente consigliata per una divertente gita in famiglia, dove tutti sono chiamati a sperimentare, giocando con le prospettive, i concavi e convessi, le geometrie impossibili, entrando in quadri semoventi e ricreando il celebre autoritratto nella sfera (Mano con sfera riflettente - 1935), grazie a divertenti quanto semplici installazioni che invitano a momenti di interazione con la mostra. Sì, qui c’è da divertirsi e non lo dico per i bambini (che lo sanno già), sia chiaro!

Ahimè è fatto divieto assoluto di fotografare le opere, ma care amiche blogger e igers compulsive non disperate: lo scatto è libero all’interno di queste installazioni, il selfie è salvo!

                                  una sfera per provare l’emozione di imitare il famoso autoritratto, praticamente un selfie ante litteram

Tanti pro e un solo contro

Una mostra bella, completa e ben curata, piena di opere di primo piano e quasi intima, dal momento che molti dei suoi capolavori sono quasi delle miniature da ammirare da breve distanza, per questo motivo bisogna avvicinarsi per poterli gustare.

Questo è il suo pregio e, purtroppo, anche il suo difetto: il successo richiama molto pubblico, i corridoi del buon Vecchio Palazzo Reale sono abbastanza stretti e spesso si formano raggruppamenti e code per potersi avvicinare alle singole opere.

Se potete, visitatela negli orari meno gettonati.

Prenotazione consigliatissima nei weekend per evitare code interminabili in biglietteria.

 

Escher – Palazzo Reale, Milano – fino la 22 gennaio 2017

Info e prenotazioni: 02 89 29 711

http://www.mostraescher.it

#Eschermania

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Tags: famiglia,, bambini,, mostra, quadri

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