Come sopravvivere agli enigmi dei figli senza sentirci pessime madri.

Alla cassa numero 5 del supermercato, in coda c’è un carrello stracolmo di spesa con un bel bambino biondo seduto nel seggiolino che strilla come un matto perché vuole aprire il sacchetto delle patatine e una mamma sudata con l’ascella pezzata cerca di calmarlo.

Alla cassa numero 4 dello stesso supermercato c’è un’altra mamma con il carello stracolmo di cibo ed un bambino che fa ciao ciao con la manina a tutti quelli che passano. Il bambino sorride, la mamma sorride mostrando una perfetta e bellissima dentatura bianca splendente.

Quante volte ci siamo trovate nella prima situazione e quante nella seconda? Quante volte capita ad una mamma, ad un genitore di dover gestire situazioni di delirio dal pacchetto di patatine al “fai i compiti-no non li faccio” o musi duri per indossare un’ elegante gonna di tulle per arrampicarsi sugli alberi al parco?

Ogni santissimo giorno le mamme devono affrontare litigi e strilla, coccole e risate alternati a minacce e pianti, a volte poi ci scappa magari pure lo scapaccione.

Mamma calma, conta fino a 10, non basta hai ragione, conta fino a 30, no non basta ancora, ok conta fino ad un milione e così magari l’aria fresca della valle Brembana è entrata nelle narici è salita su per il naso ha ripulito le connessioni neuronali che avevano un po’ cortocircuitato ed esce ora dalla bocca e tu sei calma. Vero che ora sei calma? Visualizzi la luce interiore?

Tanto li amiamo e tanto ci fanno impazzire, perché quando parte la sfida, il capriccio urlato, la mia idea contro la tua è dura tenere la calma, la conta non funziona più, le nostre guance iniziano a diventare rosse e il fumo ci esce dalle orecchie.

Aspetta che succede ora? Perché la dolce bambina che indossa una deliziosa gonnellina con le fragoline rosse sta strappando tutti i fiorellini del vialetto dell’albergo?

L’istinto di ogni mamme sarebbe l’urlo di Tarzan nella foresta ma in realtà forse dovremmo immedesimarci più che altro in Sherlock Holmes perché qui c’è un enigma da risolvere. La figlia ha un segreto e armati di lente d’ingrandimento dobbiamo scoprire qual è perché lo psicoanalista Massimo Recalcati ci dice come sia importante il valore dell’incomprensione dei nostri figli, del loro enigma, del loro segreto. Questa è la vera bellezza dei nostri figli.

“Alt un momento, cioè mia figlia strappa i fiori dell’albergo e io devo ingegnarmi a cogliere l’enigma, la bellezza del mistero dello strappo del fiore? Dai non perdiamo tempo ora la sgrido perché non si fa.”

“Calma, aspetta, ma le hai chiesto perché lo sta facendo?”

“ No.”

“ Ok, chiedile perché?”

“Tesoro dolce della mamma perché strappi i fiori del vialetto?”

“Mamma ma come facciamo poi a ritrovare la strada per tornare alla camera?”

Ecco svelato l’arcano, il suo segreto è la paura di perdersi nel vialetto di un anonimo hotel che non ha mai visto prima.

“Si bello, ma resta il fatto che i fiori non si strappano”.

“Giusto, forse la si può aiutare a ritrovare la strada della camera con i sassolini invece che con i petali e tutti e due tornate a casa con una nuova scoperta.”

E la mamma di prima al supermercato? Anche lì c’è un enigma da risolvere, un segreto da svelare?

Mmmm chi può dirlo; certo è che le mamme non sempre hanno l’arte dello zen e non sempre ci sono le condizioni per fare calcoli astrali, leggere le carte, interrogare la testa- sfera magica del figlio, svelare l’enigma, il tutto senza sudare e aver riempito i 18 sacchetti con la spesa.

Qui forse il dilemma è più che altro della mamma: “Alle 10 le patatine si mangiano? Il cassiere trasformato in educatore potrebbe sentenziare: “Le patatine a quest’ora?” facendoci sentire pessime madri.

Certo la psicologia dice che le regole non sono universali, ogni figlio è diverso, ogni situazione è diversa, ogni genitore è diverso, ma qui è questione di sopravvivenza della mamma e le opzioni sono due: o lasciate strillare il pargolo oppure aprite quel benedetto pacchetto e buonanotte ai suonatori. Perché di una cosa si può stare certi essere genitori vuol dire fare esperienza quotidiana del fallimento e qualunque scelta faremo potremo andare incontro all’errore, è praticamente impossibile non sbagliare.

Fiuuu tirimo tutte insieme un gran sospiro di sollievo.

Per cui quando incontrerete due mamme, una alla cassa 4 e una alla cassa 5 ognuna delle due avrà fatto la sua scelta per cui e non è detto che sia quella giusta per voi, ma per lei sì… almeno in quel momento.

 

Tags: famiglia,, vignette

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