Chiara Ferragni, Vogue America e poi... ci sono tutte le altre.

Qualche giorno fa il Corriere.it usciva con l'articolo dal titolo: Vogue Usa contro le fashion blogger: «Trovatevi un altro lavoro» 

La fashion week della moda si è appena conclusa a Milano e riviste famose come Vogue america si sono scagliate contro le fashion blogger che hanno attirato su di loro fotografi con tanto di luminosi riflettori.

“Trovatevi un altro lavoro. State dichiarando la morte dello stile”. La frase è stata scritta da Sally Singer, direttore creativo digitale del sito Vogue America.

Chiara Ferragni  una dellle fashion blogger più famosa al mondo con 6 milioni e mezzo di follower su instagram.

Ha iniziato nel 2009 a pubblicare outfit su vari social poi le è bella, anzi gran gnocca anzi stafiga insomma e il gioco è stato facile.

Probabilmente quando è partita a farsi fotografare dal fidanzato non immaginava certo di finire sulle copertine dei più importanti giornali di moda del mondo intero.

Però, care giornaliste di moda che ora fate la guerra alle Fasssion blogger, una cosa dal basso della mia conoscenza, ve la devo  proprio dire:

"Ma ragazze mie, ma qui il mondo va avanti, queste ragazze sono figlie della tecnologia moderna, sono figlie del selfie ad ogni angolo della strada, ma di che vi meravigliate! Le più furbe, le più capaci hanno trovato, per caso un canale facile e ci si sono infilate alla grande!!!"

Non entrerò ne merito del dibattito ma dico solo che dell'avvento dei social è stato strepitoso!

La moda, ma non solo, grazie a loro non è più regno esclusivo di pochi eletti, la moda è diventata democratica come dice bene Eva Chen (intervista al Corriere.it ) esperta di Instagram, tutti ormai la possono interpretare, tutti la possono raccontare tutti possono dire la loro.

L’avvento dei blog e dei blogger è stata una rivoluzione non da ridere anche per i giornalisti.

Lo stesso Ferruccio de Bortoli dice : ”Un tempo il giornalista stava in cima alla scala e il lettore sotto di parecchi gradini, se volevi un’informazione la dovevi aspettare dal giornale e se volevi risposte non ti arrivavano. Oggi il lettore ha in mano un potere enorme”.

Fedele Usai, di Condè Nast dice :”con l’avvento massiccio dei social media c’è stato uno tsunami tecnologico, tutti sono diventati editori”

siamo editori tra gli editori.

Il contenitore si è allargato talmente tanto che tutti hanno spazio di azione. ATTENZIONE però il livello del contenuto si è abbassato notevolmente anche noi prosegue Fedele, la credibilità e l’attenzione ce la dobbiamo guadagnare ogni giorno (leggi qui tutto il mio articolo)

E’ vero alle fashion blogger basta una bella foto con un outfit azzeccato e riscuote velocemente un successo planetario, un articolo per quanto magistralmente scritto mai arriverà a quei livelli.

Di tutta questa storia vorrei però isolare con voi solo il concetto di 

essere protagonisti.

Finalmente tutti abbiamo voce in capitolo, possiamo dire la nostra scrivendo o possiamo dire la nostra fotografandoci. Il comun denominatore è che ci siamo, esistiamo, possiamo dare libero sfogo alla nostra creatività e soprattutto

abbiamo un potenziale pubblico in ascolto.

Ed è qui che voglio farvi arrivare. Siamo mamme, siamo donne creative, la bellezza dei social è che velocemente ci connettiamo una all’altra, e possiamo diventare noi le protagoniste della nostra moda.

Di Chiara Ferragni o di Kendall Jenner ce ne sono poche sulla terra. Quella tirchiona della dea bendata ha lanciato qua e là tre baci esplosivi che però si sono materializzati solo su poche teste fortunate.

Tutte noi sfigatelle mai arriveremo ai loro livelli, mai saremo così gnocche e soprattutto mai avremo il loro conto in banca.

Quindi torniamo con i piedi sulla madre e terra con la nostra ed esclusiva bellezza.

Facciamo qualche cosa di concreto. Non seguiamo modelli inarrivabili, non nutriamoci di sogni irrealizzabili ma prendiamo atto di chi siamo, di cosa abbiamo fatto finora nella nostra vita ( il nostro patrimonio genetico)

"andiamo a letto con i nostri sogni, ma svegliamoci con dei progetti concreti!".

6 milioni e mezzo di follower, bene, sono un’enormità e quelli di Kendall addirittura 66,7 milioni (ahi ahi ahi Chiaretta ne hai di strada da fare ancora) ma a noi cosa serve invidiare questi numeri virtuali?

Rimbocchiamoci le mani e costruiamo il nostro piccolo piccolo progetto perchè come vedete è tutta #unaquestionediluce, di punti di vista.

 

Bosone. Foto tratta da www.dirittodicritica.com
Bosone. Foto tratta da www.dirittodicritica.com

 Le t-shirt Mammaocchiacuore sono come un "Bosone di Higgs" cioè è una particella infinitamente piccola nel mondo delle t-shirt, non parliamo poi della moda in generale, ma se tante teste creative iniziano ad interagire una con l’altra, allora forse come la MATERIA il progetto prenderà MASSA, prenderà consistenza.

Più saremo e più prenderemo consistenza e più lasceremo una traccia profonda nella neve perchè io #oggiciprovo.

Per cui care mamme/donne creative ecco a voi le nostre magliette realizzate in collaborazione con alcune di voi, ma altre ancora ne vorremmo realizzare con il vostro aiuto. Se avete voglia potete leggere la Presentazione dove trovate tutte le informazioni sul nostro progetto.

  Baci gommosi di BiBi  l'importante è amare di Gaia Bonacina  Il mio amico Dino di Francesca Moscarelli

                                                             L'importante è amare di Gaia Bonacina
       Baci gommosi di BiBi

 

Sara Bassanelli  Mara Timpano  I Peepoli di Eleonora Musoni
                                                                                                                                   I Peepoli di Eleonora Musoni

                                                                         Mara Timpano
Sara Bassanelli

 

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Tags: t-shirt,, mammecreative,, mammeocchiacuore,, fashionblogger

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