La vita o la vivi o la scrivi!

di Giada Fornaciari

Quando la mia amica virtuale Arianna mi ha proposto di scrivere per il suo blog ho subito pensato che

dovevo cogliere al volo l'occasione.

Lei mi stava dando non solo un'opportunità ma soprattutto lo stimolo giusto per ricominciare a scrivere, perché la verità è che se scrivi hai solo voglia di avere qualcuno a cui fare leggere le tue riflessioni.

Ho pensato per giorni e giorni all'argomento giusto al quale dedicarmi, con un solo obiettivo: rendermi interessante. E dopo aver escluso decine di opzioni, ho capito che era inutile sforzarsi di ragionare su qualcosa di incredibilmente naturale e semplice.

Ho sempre scritto di pancia e mai di testa, spinta dal desiderio di liberare il peso di emozioni trattenute nei gesti, nelle voce, nel corpo.

Ho imparato a farlo a dodici anni, quando guardandomi attorno mi sentivo diversa dalle mie coetanee e lontana dagli adulti che mi vivevano accanto senza conoscere realmente chi fossi.

Con rabbia e ribellione silenziosamente mi armavo di penna e fogli, stracciando ogni volta una parte di me che temevo di mostrare.

Ho scritto per anni, ovunque. Sulle mani, sui banchi, sui diari di scuola e su quelli segreti (spesso violati), su carta da lettere, su fogli sparsi, sui libri.

Scrivevo, giorno e notte, fino a quando ho cominciato a vivere, e vivendo seriamente di tempo per scrivere ne rimane davvero poco, ve lo assicuro.

Però quel desiderio di esprimere un pensiero su carta rimane vivo anche quando sopravvivi alle notti insonni della gravidanza, alle nottate trascorse ad allattare, al dolore di capezzoli sanguinanti, ai pisolini improvvisi sul divano sopraffatta dalla stanchezza, alla spesa fatta in tempo di record con un marmocchio che urla dal carrello e una che scappa lontano da te, alle corse del mattino davanti a scuola, alle suppliche per convincerli a lavarsi i denti, ai singhiozzi esplosi in attimi di solitudine.

Il desiderio di scrivere si fa più forte quando gli occhi di tuo figlio nei tuoi sono la più bella storia d'amore mai narrata, quando la felicità per le prime punte da ballerina della tua primogenita ti sembra la pace nel mondo, quando l'uomo che ami merita ogni giorno la tua stima, quando piccole mani sudate e sporche cercano il tuo sostegno, quando un sorriso spontaneo nasce da un "ti voglio bene".

Eccomi qui, nuda davanti ai sentimenti, carica di emozioni a volte trascurate, senza un argomento interessante ma con tanta voglia di liberarmi l'anima.

Riparto da Arianna.

Oggi.

Riparto da me.

Ancora.

 

....E siccome nella mia famiglia non esistono persone pratiche e coi piedi per terra, mi ritrovo una figlia ballerina, un figlio batterista ed una sorella che ci vede a fumetti...

 

 

 

Tags: oggiciprovo, unaquestionediluce, guestpost

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