Basta dirsi di No! #oggiciprovo!


Foto da Twitter OldPicsArchive @oldpicsarchive ritoccata dalla fotografa Alison Jackson.

Ciao a tutti, mi presento:

sono una graziosa piastrella del bagno color verde acqua. Ho una forma quadrata decisamente banalotta

ma non me ne dispiaccio troppo in fin dei conti è una bella forma che dà fermezza e sicurezza. E’ vero sono un po’ spigolosa ma al punto giusto, per il resto mi incastro alla perfezione con le mie sorelle piastrelle.

Sono proprio fortunata perché mi hanno messo in una bellissima posizione, sono in alto e quando il sole si appoggia sulla mia superficie rifletto nella stanza tutta la mia luce. Le pareti bianche si colorano un po’ del mio azzurro acqua.

La cosa più bella però è che mi posso specchiare, mi piace un sacco specchiarmi, mi osservo a lungo e mi trovo veramente carina!

Mi hanno soprannominata la “signorina piastrella bella” perché hanno tutte notato che mi guardo spesso allo specchio. Di tanto in tanto mi ammicco, mi mando qualche bacetto e quando arrivano a pulire il bagno cerco di appannarmi tutta così vengono a lucidarmi per bene.

Insomma sarò una piastrella del bagno ma anche io ho le mie piccole ambizioni.

Quando siamo sole ci piace chiacchierare tra noi, l’argomento che va per la maggiore sono i pettegolezzi della famiglia che vive in questa casa.

Tre figlie femmine, un papà e la mamma.

Il 70% delle volte vengono qui a litigare o a rifugiarsi e noi silenziosamente li accogliamo.

Quella che mi piace osservare di più però è la mamma. Abbiamo più o meno la stessa età “ehi non ridere guarda che anche le piastrelle invecchiano!” entra si specchia velocemente, mette un po’ di crema antirughe della marca “sidaichecelapuoifare” una mano nei capelli per pettinarsi e via.

Le vorrei tanto consigliare la marca di un’altra crema “perfettaperlezampedigallina”, la usava la signora che viveva qui prima e secondo me funzionava alla grande! Prima o poi mi faccio coraggio la chiamo e glielo dico.

Ogni tanto entra in bagno sorridente, canta, ha gli occhi pieni di luce, si guarda allo specchio e si compiace della sua bellezza.

Altre volte noto in lei una luce diversa negli occhi.

Sembra triste, annoiata un po’ persa. Si osserva con attenzione allo specchio, si dà qualche sberletta sulle guance che prendono un lieve colore e poi, oggi, è successa una cosa veramente strana:

si è ipnotizzata davanti allo specchio.

I suoi occhi hanno catturano i suoi occhi.

Quasi meravigliata di potersi vedere, si è osservata a lungo, senza mai perdere il contatto visivo con i suoi stessi occhi.

Sembrava stesse facendo un viaggio dentro se stessa.

Mi sembrava addirittura di poter intuire i suoi pensieri:

Oggi sono senza certezze,

oggi sono senza idee,

oggi non mi piaccio e non so chi sono,

oggi vorrei avere un lavoro... banale,

oggi mi sento come un’anonima piastrella del bagno che osserva la vita degli altri.

                        “Uè uè uè bella guarda che anche se sono una piastrella del bagno sono una gran figa piastrella del bagno!”.

Potessi scendere e tirarle un calcio nel sedere quando inizia a fare così! Mannaggialamiseria che rabbia!

Torno ad osservarla, è sempre lì ferma immobile, impalata davanti allo specchio.

Sembra quasi non si riconosca più, fa leggerissimi movimenti degli occhi. Intuisco che sta percorrendo il suo viso: gli occhi, il naso, la bocca, i capelli, sembra che tutto le sia estraneo.

I suoi pensieri sono talmente intensi che mi arrivano come un’onda d’urto.

Ho sentito freddo, gelo come se riuscissi a provare le sue emozioni. Le sembra di non esistere, di non essere vista da nessuno, di non essere nessuno.

Le vorrei urlare:

                   “Ehi amica guarda che io sono qui, ti osservo tutte le mattine quando ti svegli e hai capelli arruffati, quando sei struccata, quando sbadigli e ti lavi i denti. Ti vedo quando ti fai la ceretta ai baffetti e quando i tuoi occhi si illuminano di luce, la tua luce e non perché ti sei truccata!”.

Poi improvvisamente si riprende, esce da quella ipnosi nella quale era caduta, il suo sguardo torna ad abbracciare la stanza.

Apre il rubinetto del lavandino, si sciacqua e asciuga il viso e poi tornata a guardarsi.

Le folte sopracciglia disordinate le incorniciano il viso, lentamente con il dito medio se le sistema.

Per uno strano gioco di luci e riflessi le scappa l’occhio su di me, sembra che io le stia sorridendo.

Effettivamente la scena di lei che si fa il medio è alquanto spassosa! Si gira velocemente verso di me quasi come avesse avvertito la mia presenza.

Il dito medio sempre in posizione sulla sopracciglia. Si rigira, si specchia e scoppia in una grossa risata.

Ride a lungo, si dà della cretina, della faccia da pirla, della deficiente, inizia a parlare ad alta voce…

Si ricorda che questa stessa scena, questo stesso smarrimento, l’aveva vissuto quando aveva 15 anni.

“Cazzo mi tornano le stesse domande di allora!” urla.

“Tooohhhhhh ancora il dito medio fatto allo specchio, fanculo a tutti!

In quel piccolo gesto liberatorio manda a quel paese tutti i NO che si era detta negli anni, tutta la poca fiducia nelle sue capacità, tutte le volte che avrebbe voluto ma non se l’era permesso, tutte le volte che avrebbe voluto essere vista ma nessuno la guardava con gli occhi che lei avrebbe desiderato.

Improvvisamente nella sua testa riemerge una canzone che cantava da ragazzina:

“Carried away by a moonlight shadow”

oggi mi sono smarrita, oggi quel velo di morte nei miei occhi è stato portato via da un’ombra al chiaro di luna

oggi tocca a me, oggi ho deciso … ci provo!”

“Carried away by a moonlight shadow”

 

Ehmmmmm la ragazza ha grinta non c’è che dire, vorrei applaudire, peccato non avere le mani in questi momenti!

Esce dal bagno decisa, con una nuova luce negli occhi, sento la sua voce in lontananza, canta è felice, ride.

“Carried away by a moonlight shadow”

Non la vedo più ma credo che ora … si sia vista e chissà forse un po’ è anche merito mio.

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Tags: donna,, tshirt, creativita, oggiciprovo, unaquestionediluce, sogni

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