• Homepage
  • Life
  • Lifestyle
  • La mia avventura alla Scuola Holden. E' tutta una questione di mappe.

La mia avventura alla Scuola Holden. E' tutta una questione di mappe.

di Arianna Techel @araccogliereonde

"La mappa è il gesto, il disegno che noi facciamo noi umani di ciò che abbiamo capito del mondo, ci aiuta a mettere ordine su quello che sappiamo della terra, della vita."

Baricco è un appassionato di mappe, me l'ha detto a cena una sera. Sì beh magari ci fossi uscita veramente a cene, una volta però l'ho inseguito per chiedergli un autografo con l'entusiasmo di una adolescente piena di ormoni per il suo cantante preferito e l'avrei anche invitato a bere una Mole Cola, ma era di fretta mannaggia la miseria. La sua passione per le mappe in realtà la racconta durante una delle serate della  Mantova Lecures precisamente: La mappa della metropolitana di Londra. Sulla verità - 21/01/2017.

La lezione, non c'è bisogno che ve lo dica è molto interessante, vi invito ad ascoltarla tutta una volta letto questo articolo, vi ho lasciato il link in fondo. Quello che a me colpisce è l'idea che sta alla base della mappa. Baricco racconta che i primi cartografi disegnavano mappe anche senza sapere esattamente come fosse la realtà e quando dovevano rappresentare aree ancora inesplorate dicevano: Hic sunt leones ovvero qui ci sono i leoni. 

Le prime mappe della metro di Londra erano molto confuse e lontane dalla possibilità di essere capite dalla gente comune che la doveva usare. Un bel giorno però, arrivò un certo di Harry Beck, che con alcune accortezze rese la mappa della metropolitana semplice, chiara e leggibile. Disegnò una spina centrale, quello della Central Line, attorno al quale si snodavano tutte le altre linee.

  

Mappa ella metro 1908

Mappa di Beck
Mappa di Beck 1932

Ritorniamo per un momento ai leoni, quelli raffigurati nelle aree sconosciute, ecco quelle aree lì, non assomigliano un pò a quelle del nostro cuore e dei nostri pensieri?

Mi spiego meglio:

 sappiamo districarci nelle nostre vie sotterranee?

Sappiamo sempre, cosa succede in quelle aree inesplorate del nostro cuore o dei nostri pensieri, o non osiamo nemmeno inoltrarci perchè ci sono i leoni che ci potrebbero sbranare? 

Orientarsi con una mappa chiara sarebbe così bello, semplice e rassicurante come la mappa disegnata da Beck, ma purtroppo non sempre è a nostra disposizione e molto spesso manco sappiamo disegnarla una mappa e quindi andiamo un pò a casaccio sbattendo ripetutamente il naso contro il muro.

Mappa alla scuola Holden
Mappa alla scuola Holden

A volte però succede che grazie alle parole di qualcuno o per illuminazione divina tutto ci diventa chiaro, tutto diventa come la mappa di Beck: chiara, semplice e rassicurante. Allora forse, in quel preciso momento di chiarezza e lucidità, dobbiamo afferrare con forza la nostra mappa interna e seguirla fino in fondo e arrivare dritti al nostro obbiettivo.

Certo, non è che avere la mappa in mano a questo punto del viaggio, significhi avere la vittoria in tasca. Può succede che mentre cammini le idee si possano confondere talmente tanto da farti perdere la fiducia nel viaggio che avevi intrapreso con tanta sicurezza.

Bene, dopo tanto girovagare ho trovato la mia mappa di Beck, ho scoperto che la cosa che mi sconfifera, che mi fa tremare le budella dall'emozione è scrivere. Arrivo così alla Scuola Holden con i suoi meravigliosi corsi e allora via a capire come tradurre nero su bianco tutte le immagini che da sempre si rincorrono nella mia testa.

Un corso su tutti mi ha colpito, quello che mi ha fatto scendere una lacrima quando ho letto il titolo: Kids, scrivere per ragazzi e bambini. Bon è fatta, l'ho trovato è lui. 

E così felice e contenta giravo per le vie interne del mio subconscio saltellando con la mia bella e rassicurante mappa in mano quando ... BAM! Ho sbattuto la testa contro il muro. Cazzo, tutto quello che ho fatto è da buttare nel cestino è da riscrivere.

E allora cerchi di fare il punto della situazione e di ricordare come mai ti sei messo in viaggio e  inizi così a recitare il mantra della fiducia:

Crederci quando ti dicono che devi riscrivere tutto.

Crederci quando non sai da che parte iniziare.

Crederci quando non hai idee. 

Crederci quando sei confusa, demotivata e triste.

Crederci quando hai mille immagini ma poi metterle nero su bianco diventa tutto complicato.

Insomma continuare a crederci sempre, anche quando pensi di mollare tutto e ciao.

Sarà per questo che ho scelto come frase da ricordarmi e da ripetermi in questi momenti di sconforto:

#oggiciprovo perchè in fondo è tutta #unaquestionediluce.

Sì perchè ci sono giorni facili, in cui i tuoi pensieri sembrano prendere forma e scrivi a perdifiato e ti sembra di aver fatto un buon lavoro, ma poi arriva la tranvata. Se vogliamo vederla sotto un'altra luce, non è una tranvata per il gusto del massacro, ma è la giusta posizione di chi ti sta insegnando una cosa nuova che tu ignori.

Quando scrivi però è come se in ogni pagina ci fosse un pezzo di te, come se in ogni lettera o parola scritta ci fosse il particolare di un bambino che stai modellando, che stai costruendo e se il commento pronunciato ti fa ripartire da zero allora credi di non essere capace di arrivare alla fine e che quel libro non lo scriverai mai.

Qui la questione della luce, dello sguardo con cui guardi la situazione è determinante per tua autostima. Se la vediamo come correzione pura e semplice nella quale viene fatto notare che lo scritto non funziona la cosa può diventare deleteria, ti butta giù con la rapidità con cui cade un birillo del bowling. Se invece le diamo la giusta luce, riusciamo a tenere i lati oscuri, quello che non funziona a capirne il perchè e allora forse, riusciamo a creare un  testo che sia in grado di creare un mondo. 

Quando leggiamo un libro appassionante viviamo la storia con i personaggi, sentiamo e proviamo le loro emozioni, vediamo quello che vedono i personaggi. Certo, un conto è mettersi nella posizione del lettore, un'altra è quella dello scrittore e qui è un pò come le due diverse mappe: quella confusa e arzigogolata e quella chiara di Beck. Anche lui ci ha impiegato anni a perfezionarla per renderla semplice e come in tutte professioni dietro c'è tecnica tanta tecnica, studio, perfezionamento, c'è un' intenzione ben precisa di chi scrive che ha le idee chiare. Ecco le mie sono chiare fino ad un certo punto, tutto si confonde abbastanza facilmente quando provo a tradurre i miei pensieri, perchè ci sono mille modi di inquadrare la stessa scena, descriverla con particolari che si aggiungono e si tolgono e che possono cambiare l'emozione che si vuol far vivere.

"A volte mi sento come la mappa del 1908 ma ambisco a diventare la mappa di Beck del '32."

Un'impresa affascinante ma anche difficile, che mi costringe a rimettere continuamente in discussione ciò che faccia perchè troppo spesso mi innamoro di quello che  scrivo a tal punto da non essere più lucida in merito. Così inizia la fatica di accantonare tutto il lavoro fatto, non ascoltare più quella quella voce che mi ha tenuto compagnia per un pò di pagine e trovarne una nuova.

Momenti di fatica dove si perdere la fiducia, dove la montagna da scalare sembra così alta e noi così piccoli e impreparati e per di più senza attrezzatura giusta per affrontare le difficoltà che incontreremo durante la salita e allora iniziamo a crederci di meno, iniziamo a mollare un pò alla volta, allentiamo talmente tanto la presa da iniziare a credere che non siamo capaci.

La prima cosa da fare quindi sapete che cos'è?

Bervi una ottima Mole Cola sulla terrazza della Holden, lasciar fluire i pensieri e ricordarsi che:

è difficile scoprire qual'è la cosa che ci emoziona tanto da farci battere il cuore talmente forte da stare male,

è difficile semplificare, districare, interpretare, quella misteriosa mappa che è il nostro cuore.

Quindi, una volta che l'abbiamo illuminata dalla giusta prospettiva, non dobbiamo in nessuno modo lasciare che nulla ci faccia ripiombare nel caos. E poi chi l'ha detto che al primo colpo si debba scrivere il libro perfetto, perchè se di J.K. Rowling ce n'è una sola, di Harry Beck che ci ha provato per anni per arrivare alla sintesi perfetta, forse ce ne sono più di uno. 

#oggiciprovo perchè in fondo è tutta #unaquestionediluce.

 

Ed ora buon ascolto e godetevi in silenzio questa bellissima lezione. Lasciate fluire liberamente i pensieri alla ricerca della vistra mappa.

La mappa della metropolitana di Londra. Sulla verità - 21/01/2017.

 

 

 

 

 

 

Tags: donna,, scrivere, ScuolaHolden

Stampa Email

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

T-shirt Mamma occhi a cuore

  • T-shirt Fall in chocolat

    Illustrazione di Sara Bassanelli Continua a leggere la storia e se vuoi ordinare la maglietta scrivi a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    Read More
  • T-shirt: Sei una brava mamma

    Frase di Lucia 3 anni Grafica di Mara Continua a leggere la storia e se vuoi ordinare la maglietta scrivi
    Read More
  • T-shirt Aggiustando cuori e...#potachemuro!

    Questa maglietta ha ben due storie che vi voglio raccontare. Una bislacca per ridere un pò e l'altra racconta il
    Read More
  • All
  • Amici A Quattro Zampe,
  • Favole,
  • Illustrazioni,

SEGUIMI SU INSTAGRAM  


Qui, impieghiamo i cookies per semplificare il tuo uso di questo sito.