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Partorire un figlio ... partorire un blog! Riflessioni rocambolesche sull'importanza di ammirare la bellezza della propria luna

Oggi non avevo intenzione di scrivere un post però ci sono state due notizie/fatti che mi hanno fatto riflettere e sui quali ho bisogno di scrivere.

 

La prenderò un po' alla lontana, portate pazienza ma a volte scrivo più che altro per dar voce ai miei pensieri e dargli una forma. Magari questo post lo leggerò solo io, ma poco importa. Ho bisogno di dare un nesso a queste due vicende apparentemente così diverse tra di loro.

Parto dal primo fatto.

Da poco più di 2 mesi sono più attiva come mamma blogger e bazzico qua e là su vari gruppi fb per  migliorare il mio sito e capire meglio come funziona questo complesso mondo.

Oggi purtroppo, mi sono imbattuta in una spiacevolissima discussione dove senza tante remore si sparlava "pubblicamente" con tanto di nome e foto di una blogger.

La vita virtuale non è nient'altro che una trasposizione della vita reale. Se sei stronza e invidiosa fuori lo sei anche con nel contenitore di Facebook.

La discussione girava attorno a varie questioni dove non solo veniva criticata la blogger ma anche chi aveva parlato di lei. Allora io mi chiedo e mi domando :" Ma non è che siete un tantino invidiose"? "Ma il mondo virtuale, in particolare, non è tanto ampio da poter dare spazio a tutti? Ma non solo critichi la blogger ma critichi anche chi ne parla bene dandogli del superficiale. Ma allora io mi domando: non è che tu cara signora x y z ti sei focalizzata a guardare il dito e stai perdendo di vista la luna?"

Cito Branduardi che canta così:

Si divide d'un tratto
da chi ha solo assistito
chi indicava la luna col dito

E ogni volta lo sciocco
che di vite ne ha una
guarda il dito e non guarda la luna
guarda il dito e non guarda la luna

Qui se invece volete ascoltare tutta la sua poesia.

{youtube}https://www.youtube.com/watch?v=EkszSjs1gu8{/youtube}

Ora con una capriola da acrobata del circo fatta anche senza rete, quindi un po' azzardata, apro la seconda questione.

E' uscita oggi una notizia riportata da repubblica.it che titola così: "Svolta in sala parto: mamme a casa 6 ore dopo la nascita". Ora, non voglio entrare nel merito della notizia in sé ma vi voglio raccontare il mio terzo parto. Ho già raccontato qui come ho dovuto elaborare un lutto durante questa terza gravidanza e di come sia stato importante trasformare quel dolore e quell'emozione tanto travolgente. Ritengo indispensabile il sapersi ascoltare.

Io credo che in un momento tanto delicato e importante come quello di un parto ognuna di noi debba sentire quello che è più giusto per lei in quel preciso istante. 

Facciamo un piccolo passo indietro, il momento del travaglio. Ho scelto tutte e tre le volte di fare il travaglio in casa. Ho voluto stare nel mio ambiente con le mie cose io da sola con mio marito e l'ostetrica che avevo scelto mi accompagnasse in questo importantissimo momento, la splendida Franca Zucchinali.

Per cui travaglio in casa, arriva la contrazione tosta, quella che ti fa capire che è ora di andare in ospedale. Al mio arrivo trovo un'ostetrica (ospedaliera) che mi mette a mio agio, mi prepara una tisana, abbassa la luce e in una spinta, alla velocità della luce nasce .... Lucia! Non poteva avere un'altro nome.

Mi tocca la terza cucitura proprio lì sulla patonza, ma io sto bene e anche la mia bambina sta bene. Non ho voglia di restare in ospedale, non ho voglia di condividere quel momento magico con nessuno se non che con mio marito e la nostra nuova cucciola. Franca mi suggerisce che se voglio possono uscire dall'ospedale. Così senza pensarci due volte facciamo preparare le carte, firmo ed esco. Abbiamo scelto di assumerci la responsabilità di uscire dall'ospedale 4 ore dopo il parto

Ho partorito alle 20 di una fredda notte di dicembre, a mezza notte eravamo a casa io la mia bambina e la placenta che l'ha nutrita per 9 lunghi mesi. Me ne sono fregata di tutto, e di tutti, del non si fa, si si fa, bleah che schifo la placenta, non fa schivo la placenta da mettere nel congelatore, si può o non si può si può. Ma chi se ne frega di tutto! 

Forse solo io riesco a vedere un nesso tra questi due argomenti, può anche essere eh, ma credo che in fondo far nascere un progetto è come far nascere un nuovo bambino.

Ogni parto è diverso ogni madre è diversa, ogni progetto è diverso. 

Allora perché sprechiamo tempo a criticare il parto - progetto di un'altra?

Perché non ci concentriamo sul nostro di bambino/progetto? Lo ammetto, e qui faccio outing, anche a me ogni tanto capita di pensare " certo che se facessi così guadagnerei, oppure, caspita lei ha molti più like di me!". 

Nel 1961 Alejandro Jodorowsky ha seguito in Messico gli insegnamenti del maestro zen Ejo Tarata. Raccontava storie che Jodorowsky annotava nei suoi taccuini. In queste pagine l'autore raccoglie sessanta di quei racconti commentandoli e svelando il significato nascosto in ciascuno di essi. Queste storie, haiku e koan della più classica tradizione zen rendono il discepolo capace di guardare oltre il dito, e ammirare direttamente la bellezza della luna.

Allora forse a volte ci dimentichiamo di ammirare la nostra luna, il nostro progetto perché ci fa fare più fatica perché vuol dire che dobbiamo metterci sempre in discussione e cercare idee nuove.

Sarà che io non sono un cazzo di nessuno nel mondo dei blogger, nessuno mi fila, nessuno mi copia, nessuno ha fregato le mie idee, sono qui fondamentalmente per me stessa e quindi posso fare queste capriole artistiche azzardate. Se mai qualcuno si spingesse così avanti dal copiarmi allora si, probabilmente mi incazzerei molto anzi tantissimo! Ma forse quando uno comincia a copiare o a sparlare è perché ha visto la luna più luminosa del vicino e ha smesso di guardare la sua.

Amen

 

 

 

 

 

 

Tags: blog,

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Commenti   

0 #2 Maria Luisa 2016-01-14 17:48
Hai veramente ragione Arianna nel dire che dobbiamo concentrarci sul nostro progetto e sulla nostra "luna". Ho notato anch'io che nel mondo dei blogger, tanto quanto nella vita reale, molti guardano quello che fanno gli altri e criticano in maniera spietata pronti a sottolineare ogni passo falso o errore. Visto che tutti possiamo sbagliare, ci vorrebbe un po' più di comprensione e tolleranza. Infine le persone speciali si riconoscono anche senza incontrarsi di persona e secondo me tu sei una di quelle. A presto!
Citazione
0 #1 Silvia Fanio 2016-01-12 23:26
Che brutta bestia l'invidia...
Perché criticare gli altri?
Che si guadagna?

Io credo sia più fecondo imparare dagli altri e rispettare ciò che fanno.

Invidia, critiche, cattiveria sono un inutile spreco di energia. ..
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