Lettera a voi adolescenti, con le tettine e le ascelle puzzolenti

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Amati adolescenti, posso ben capire che ora Musically vi possa sembrare la maggior figata di questa vita, ma noi non abbiamo cesellato con amore le vostre belle mani, per vederle sventolare a vuoto nell’aria fingendo di cantare e facendo mossette da dive della tv.

Le vostre mani sono preziose e dovete fare ancora grandi cose.

Vi svegliate la mattina con l’orsetto sotto braccio e il cellulare nell’altra mano e iniziate a sbuffare che a scuola non ci volete andare, perché la profe vi ha beccato a copiare

“Bravi salami, la prossima volta fatevi più furbi”

“Cioè?” chiedete incuriositi

E poi alzate il tiro, non è più solo il brutto voto che fate finta di ignorare, ma sono i

“Ti odio, faccio quello che voglio, chissene se ho preso quattro, voglio uscire truccata, voglio le unghie finte, voglio, voglio, voglio qualche cosa ma non so esattamente cosa…”

E se non lo sapete voi, immaginate noi.

Queste lotte a volte sono estenuanti e anche disorientati:

Ma esattamente chi siete?

Sapete che ce lo chiediamo anche noi?

No perché, quando iniziano questi infiniti inseguimenti lungo i corridoi, per far valere la nostra voce sulla vostra, nel vano tentativo di farvi cedere come quando eravate piccini, ci perdiamo negli angoli bui di stanze sconosciute.

Oggi non siete più alti un metro o suppergiù, come cantavano i Puffi, siete alti quasi quanto noi o forse anche di più, avete le tettine e le ascelle decisamente puzzolenti, quella voce che fa la muta e i primi baffetti su quello che un tempo era un bel musetto.

Sul nostro viso non riusciamo a trattenere espressioni severe e arrabbiate per queste lotte sconclusionate e state pur certi che anche noi ci piacciamo molto meno.

Chi siete? E noi, chi stiamo diventando?

Voi però studiosi del nostro viso scoprite subito quel cambio di espressione e il muro che stiamo costruendo a quattro mani si alza ancora di più.

Ogni tanto però, inaspettatamente, c’è una tregua e sul vostro volto intravediamo ancora quell’espressione dalle guanciotte paffute di quando eravate piccoli. E’ una sfumatura che dura il tempo di un sospiro, ma sufficiente per sciogliere quella lite furibonda che non è poi così drammatico quel quattro o il velo di trucco sugli occhi perché anche noi alla vostra età scalpitavamo così.

Sciogliere la lite in una risata, un abbraccio e una cioccolata questa è la miglior ricetta, per affrontare senza fretta, questa adolescenza maledetta.

 

 

 

 

 

Tags: adolescenti

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